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Smart Working: cosa significa ?

Partiamo con una definizione plausibile.

Con smart working si intende la possibilità per i lavoratori di essere autonomi, di non essere misurati sulla base delle ore, ma bensì sulla scorta dei risultati raggiunti.

Ma è stato proprio così in questi mesi di lockdown? Si direbbe proprio di no. Quello a cui abbiamo assistito, in realtà è stato un ricorso massiccio al telelavoro. Lo stesso lavoro fatto in ufficio, fatto da casa, stesso orario, stesse logiche, stesse modalità di monitoraggio.

Per parlare quindi di vero smart working, bisognerà cambiare il pensiero di fondo, o meglio, riformare profondamente il paradigma organizzativo dell’azienda. I valori fondanti dello smart working, infatti, sono in un certo qual modo rivoluzionari, sarà necessario partire  dalla libertà, dall’indipendenza, dalla responsabilità e dalla fiducia.

Lo Smart Working è applicabile anche in fabbrica?

Benchè associato principalmente alle mansioni amministrative, lo SW può funzionare anche nelle fabbriche. Il lavoro fatto da remoto, in questo caso, rivaluterà le manualità specializzate, che si esprimeranno nelle soluzioni di robotica applicate a distanza, in situazioni dove operare in presenza può essere pericoloso o faticoso. Nulla è precluso in questo senso, e non sarà certo la tecnologia la difficoltà principale.

Gli obiettivi sostituiscono le ore lavorate.

Il tema più sfidante è senz’altro riconfigurare le mansioni sulla base degli obiettivi da raggiungere e l’investimento più importante è la riorganizzazione aziendale basata sui risultati. Serve un ricalcolo puntuale della produttività individuale e del valore delle competenze. In quest’ottica, appare evidente che in una logica di ruoli, emergerà  il lavoro di squadra coordinato in maniera corretta e con le giuste motivazioni. In questo senso, sul capo e sul coordinamento grava l’onere di indovinare i giusti obiettivi da raggiungere nei tempi giusti. E’ noto infatti che fino a 16 ore di lavoro smart ci sono empatia e affiliazione al team, oltre , subentra la demotivazione generata dalla condizione di solitudine lavorativa.

Il ruolo fondamentale della fiducia

Lo SW è indissolubilmente legato al concetto di libertà. Da un lato il controllo deve trovare nuove regole, dall’altro, il dipendente deve dimostrare flessibilità e adattabilità al cambiamento. Quest’ultimo aspetto introduce un forte elemento di discrezionalità poiché l’attitudine al cambiamento non è di tutti, ed affinché le persone possano dare il meglio di sé stesse, sarà necessario confezionare un vestito smart su misura per ognuno dei collaboratori coinvolti.

Conclusione

L’emergenza del Covid 19, sembra aver rotto l’incantesimo,  Smart Working, anche in Italia, non è più una parola proibita. Sarà necessario tramutare questa esperienza imposta, in un progetto di riorganizzazione aziendale realizzato dalle fondamenta. I numeri analizzati dal Politecnico di Milano, testimoniano che riprogettarsi non è più un’opzione, ma un programma da predisporre con urgenza.

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Renato Cappon

author

Renato Cappon, nasce a Padova nel 1955. Dopo aver completato il ciclo di studi tecnico commerciali, entra giovanissimo, all'età di 21 anni, in un primario Istituto di Credito italiano. Dopo una rapida e doverosa esperienza nei servizi esecutivi della banca, si occupa in via definitiva di Mercato Corporate, con diverse e crescenti responsabilità, dal 1985 al 2015 si dedica al Credito, allo Sviluppo Commerciale sui Mercati Esteri e al Legale e Contenzioso. Dal 2007 approfondisce e studia a titolo personale i principi e le tecniche del Virtual Community Management. Dal 2015 al 2019 mette a frutto in altro ambito bancario le esperienze in tal modo acquisite. In questo periodo, infatti, si occupa di Multicanalità Itegrata, Servizi a Distanza e Customer Care. Nel 2019 lascia il mondo della banca e si occupa a tempo pieno di Comunicazione, Web e Social Media Management. Tra le più significative esperienze in questo settore si annoverano le specifiche Responsabilità della Comunicazione in capo a iniziative onlus, associazioni di promozione culturale e del mondo del volontariato.

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