Il bonus in ricerca e sviluppo rende le aziende piu’ competitive (di Alessio Baracco)

L’ultimo comunicato Istat su “Commercio estero extra UE” segnala che nel primo semestre 2016 entrambi i flussi commerciali (export/import) presentano un calo tendenziale che non accenna a rallentare e ciò anche al netto della componente energetica.

Il rapporto evidenzia, altresì, un aumento delle esportazioni verso il Giappone (+17%), Russia (+5%) e paesi ASEAN* (+5%). Diminuiscono, invece, le vendite verso i paesi MERCOSUR** (-18.2%), Turchia (-12.6%), Stati Uniti (-6.8%) e paesi OPEC*** (-3.5%).

L’Istat coglie anche il lieve incremento delle vendite verso i paesi extra Ue ascrivibile ai beni strumentali.

Infatti, le imprese che investono in attività di ricerca e sviluppo soffrono molto meno le congiunture di mercato in quanto possono presentare nei mercati internazionali prodotti sempre innovativi.

Perché quindi non dedicare energie all’attività di ricerca e sviluppo?

La stessa Legge di Stabilità 2015 (Legge 23 dicembre 2014, n. 190) ha riservato particolari attenzioni e risorse a questo argomento introducendo un bonus fiscale sotto forma di credito di imposta per le attività di ricerca e sviluppo.

L’ultimo intervento normativo ha reso più efficace l’incentivazione estendendo il periodo di applicazione, ampliando la platea dei beneficiari e le categorie di spese agevolabili, facilitando oltretutto le modalità di accesso al beneficio.

È uno strumento di grande utilità che permette a tutte le imprese – senza limiti di fatturato e indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adotta – di avvantaggiarsene, purché effettuino investimenti in attività di ricerca e sviluppo.

In linea generale il concetto di ricerca e sviluppo va inquadrato nella nozione di acquisire nuove conoscenze nel proprio ambito di attività e/o all’accrescimento di quelle esistenti e all’utilizzo di tali conoscenze per nuove applicazioni.

Ciò ovviamente non è limitato a processi industriali ma anche nell’ambito dei servizi nuovi modificati e/o migliorati.

Dott. Alessio Baracco

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Note:
* ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico): comprende Brunei, Cambogia, Filippine, Indonesia, Laos, Malaysia, Birmania, Singapore, Tailandia, Vietnam
** Mercosur: comprende Brasile, Paraguay, Uruguay, Argentina e Venezuela
*** OPEC: comprende Algeria, Angola, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Kuwait, Libia, Nigeria, Qatar, Repubblica islamica dell’Iran, Venezuela, Ecuador e l’Indonesia

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